Non so se vi ricordate di quel libro di ricette a cui un po’ di tempo fa avevo collaborato nella preparazione/fotografazione/realizzazione… il libro si chiama The Maria Fuga Cooking Club ed è il primo step di un progetto più ampio e importante chiamato The MF Project, facente capo all’associazione culturale Il Mondo di Tels: in pratica chi acquista il libro sceglie una scuola (tra quelle pubbliche di Pavia e provincia) da “adottare” e tutta la quota viene versata alla scuola scelta perché venga utilizzata a favore di progetti linguistici di qualità. Tutto è trasparente, tutto è rendicontato per filo e per segno sul sito del progetto (dateci un’occhiata se non ci credete!).
E qui arriva il secondo step: il libro ha ovviamente dei costi di stampa, e l’associazione li ha coperti interamente per la prima edizione. Questa però è andata esaurita in fretta, e c’è la necessità di una ristampa di cui però non si può fare carico. Il desiderio sarebbe d’altro canto quello di fare in modo che le quote versate per l’acquisto dei libri non debbano essere spogliate dei costi di stampa, ma che invece tutto continuasse ad andare alle scuole adottate. Ecco perché il Maria Fuga Cooking Club è approdato su Eppela, famosa piattaforma di crowdfunding, con la speranza di arrivare a coprire i costi di ristampa. Donare su Eppela è semplicissimo: passa avere un conto PayPal e decidere quanto donare (si può decidere di donare anche solo 2 euro). Ad ogni livello di donazione corrispondono altrettanti benefits a cui si può accedere: vi cito solo tra gli altri fichissimi benefits la ricetta dedicata (ideata sulla base di 3 ingredienti scelti da chi dona) e la sessione video in compagnia della sottoscritta. Fateci un pensierino se vi va, è per una buona causa.
:: Desideri dal web /27 [moustacchi]
I baffi sono assolutamente la moda hipster del momento, e personalmente non me ne dispiace affatto visto che li trovo a dir poco irresistibili. Mi ci riempirei la casa, il guardaroba e tutto quanto.
1. Collana Everything 5 Pounds / 2. Formine tagliabiscotti Uncovet / 3. Shopping bag Shop for Fun / 4. Tazza Urban Outfitters.
:: Friday, I’m in Love /49
:: Biscotti al formaggio
Ditemi dove sta scritto che i biscotti debbano solo essere dolci dolcissimi e talvolta perfino ciccipucciosi. Come dite? Da nessuna parte?! Ecco appunto. E quindi se io per dire avessi voluto provare a fare dei biscottini al formaggio da tenere lì a portata di mano e sgranocchiare all’occorrenza non ci sarebbe niente di male giusto? Bene, allora se non è un problema, io procedo.
Biscotti al formaggio
:: Si mischiano insieme 200g di farina, 1 cucchiaino di sale e una punta di lievito. Si incorporano 200g di burro freddo a pezzetti e 120g di formaggio grattugiato e si comincia ad impastare con le mani (o con un robot da cucina se siete fortunati e ne possedete uno) fino ad ottenere un impasto sbriciolato. Si aggiungono 3-4 cucchiai di acqua fredda, sufficienti a formare con l’impasto una palla liscia. Si crea una specie di salsicciotto che va avvolto nella pellicola trasparente e messo in frigorifero a riposare per un’oretta. Si taglia poi il salsicciotto a fettine spesse mezzo centimetro che vanno disposte abbastanza distanziate le une dalle altre su una teglia coperta di carta da forno. Si spalmano i biscotti con un goccio di latte e tuorlo d’uovo e volendo si spolverano con del fleur de sel, poi si mettono a cuocere in forno preriscaldato a 180° per circa un quarto d’ora, finché sono dorati. ::
:: Fave Fonts [still a little obsessed with Typography...]
Graficamente parlando, sono a dir poco ossessionata dai font (tant’è che c’avevo fatto sopra un progetto diy un po’ di tempo fa). Sul pc ne ho una collezione infinita, di ogni forma, dimensione e stile. Eppure ogni volta che devo partire con un nuovo progetto grafico non c’è mai quello che sembri essere totalmente giusto, un po’ come quando al mattino si apre l’armadio traboccante di vestiti e si pensa “non ho niente da mettermi”. E proprio come per i vestiti però, anche tra i miei font ce ne sono alcuni a cui sono più affezionata di altri e che tendo ad usare più spesso: Century Gothic, Futura e Helvetica tra i classici, più una serie di altri caratteri grafici in grado di sdrammatizzare anche il progetto più serio. I loro autori sono dei geni.
Dall’alto: Ballpark / Channel / DJ Gross / Half Cut Gothic / Kokekoko + Kokekoko Light / Muffaroo / Neverwinter / Playbill / Sue Ellen Francisco / Throw My Hands Up In The Air / Tiza / Witched / You Wont Bring Me Down.
E se questi font non dovessero bastare, ci sono quelle preziosissime miniere di caratteri online come Dafont.com e compagnia bella. Davvero l’imbarazzo della scelta.
:: Cheesecake al mango
Per la cheesecake ho già speso in passato parole su parole su parole. E il motivo è che è proprio uno dei miei dolci preferiti tra quelli della categoria “dolci al cucchiaio”. Ne mangerei fino a star male e a pensarci bene forse una volta mi è pure successo tanto ne sono golosa. Questa volta ho provato la versione inglese della mia amica Joss che adora il mango e mi ha suggerito questa variante. Che dopotutto conviene differenziarsi anche sui preferiti o si rischia di annoiarsi.
Cheesecake al mango
100g di biscotti secchi
40g di farina di mandorle
40g di burro fuso
600g di formaggio fresco
2 uova
220g di zucchero + 50g
1 cucchiaino di estratto di vaniglia
1 mango
:: Si mettono i biscotti in un sacchetto richiudibile e si triturano schiacciandoli con un mattarello. Si mischiano le briciole ottenute con la farina di mandorle e il burro fuso e si schiaccia il composto sul fondo di una tortiera ricoperta di carta da forno. Si mette in frigo a riposare e intanto si prepara la crema mischiando il formaggio con le uova, lo zucchero e la vaniglia. Da parte si frulla la polpa del mango e la si mischia con i 50g di zucchero. Si versa la crema di formaggio sulla base di biscotti e la si ricopre con la polpa di mango. Si mette in forno preriscaldato a 180° per circa 1 ora (il formaggio deve rassodarsi). ::
:: Una zuppetta fredda al cetriolo
No, non sono pazza, e non mi sono nemmeno messa in testa strane idee alimentari. Avevo solo voglia di provare qualcosa di diverso dal solito per un pranzo veloce da portarmi in ufficio (perché dopo un po’ l’insalata mezza scondita inizia a dare noia…) in previsione di pause-pranzo accaldate da alte temperature estive e afa asfissiante.
E poi l’ho fatto anche per riscattare virtualmente il cetriolo, che nel mio lavoro in Inghilterra vedo quotidianamente disprezzato da moltitudini di studenti alle prese con i sandwiches inglesi (che poi 2 fette di cetriolo in un panino non hanno mai ammazzato nessuno o sbaglio?!). Io invece lo adoro e lo metterei pure nella minestra… ah, appunto.
Zuppa fredda di cetriolo e yogurt
:: Si sbucciano i cetrioli (1 per persona) e si tolgono i semi centrali, poi si frullano insieme al succo di mezzo limone e si aggiunge alla purea ottenuta dello yogurt bianco magro (1 vasetto per persona). Si insaporisce con sale e pepe e un filo d’olio. ::












