E’ proprio vero: in Italia siamo ancora indietro quanto l’ultimo vagone del treno per quanto riguarda il gioco del rugby…
Si stanno svolgendo proprio in questo periodo i campionati mondiali di rugby, nei quali fino a qualche giorno fa anche la nazionale italiana era impegnata; la nazione che ha l’onore di ospitare l’evento è la Francia, paese in cui, soprattutto al sud, il rugby è quasi una religione.
La differenza di percezione dello stesso evento internazionale è notevole: in Francia le città sono tappezzate di pubblicità, cartelloni, striscioni e molto altro, il tutto riguardante la coppa del mondo; in Italia chi non possiede Sky quasi fatica ad avere notizie certe sugli esiti delle partite degli Azzurri…in Francia quando non sanno quale ambientazione usare per la nuova pubblicità di una birra, di un’auto, di una banca, ecco che il XV diventa uno spunto utilizzatissimo, quasi quanto da noi sono stra consumate le pubblicità con calciatori e roba varia.
Non è stata una sorpresa quindi arrivare in Francia per assistere a Nuova Zelanda-Italia e trovare tutto un mondo legato all’evento; e questo non solo nella città ospitante (Marsiglia) ma un po’ dappertutto.





