“Ecco, stamattina si alzerà e si accorgerà che la sua vita non ha più senso.
Perché poi è sempre questo il trauma di ogni amante respinto: venire a patti con l’affronto rappresentato dal fatto che la persona amata possa vestirsi, mangiare, respirare, parlare, ascoltare una canzone senza avere bisogno di noi, mentre noi non riusciamo a fare nessuna, ma proprio nessuna, di quelle cose senza pensare a lei.“
Leggo e rileggo queste poche righe, trovate scritte sulla rubrica domenicale di un quotidiano, e mi accorgo di quanto sia tutto terribilmente vero.. E la cosa mi fa arrabbiare e vergognare: perché sono proprio le persone che con maggior presunzione si dichiarano autonome e indipendenti, le persone che dichiarano a gran voce di star bene da sole e di non aver bisogno di nessuno, che finiscono più rovinosamente per accorgersi di non poter stare da sole, di aver bisogno dell’altro, di soffrire le pene dell’inferno nel momento della separazione, di essere in definitiva “non auto-sufficienti”.. e come per ogni handicap, si trovano a dover accettare in silenzio la loro condizione, perché non comprese appieno dagli altri..dall’altro.




