

L’altro giorno il mio spirito spavaldo e sconsiderato mi ha fatto fare una mezza pazzia: sotto un sole cocente e con un afa monsonica ho inforcato la mia piccola bici tutta sgangherata e e sono andata (di nuovo) fino alla Certosa, questo posto assolutamente magico a 5 kilometri da dove abito.
Lo scopo era principalmente uno: riuscire ad acquistare un prezioso liquore digestivo dalle eccezionali proprietà, preparato con un ricetta a base di una strana miscela di erbe officinali che solo i monaci conoscono.





Sarà stata la lunga pedalata, sarà stato il sole torrido, sarà stata la quiete ascetica del luogo, saranno state la calma e la solitudine dopo giorni e giorni di pura frenesia… Non lo so, ma ero lì distesa sull’erba e mi sono ritrovata a pensare a tutto quello che per settimane avevo ignorato, tutti i problemi che non avevo affrontato, tutte le riflessioni che avevo lasciato a metà, tutti i sentimenti e le emozioni che avevo ricacciato dentro.. Tutto perché volevo dare il massimo di me stessa, quando invece so che mi è così facile lasciare che gli eventi mi travolgano e mi allontanino dal senso reale…
Ora invece il vaso di Pandora era stato aperto, e tutto ciò che ne era uscito era lì davanti ai miei occhi a reclamare il giusto spazio, ma paradossalmente a me è sembrato tutto così chiaro e semplice: ogni cosa aveva un posto, ogni problema una soluzione, ogni emozione una causa e un effetto…

Non so come si metteranno le cose per me, perché non è in mio potere manovrare gli eventi, ma ora ho la consapevolezza delle mie azioni, dei miei pensieri e delle mie emozioni, e questo mi rende incredibilmente serena, perché comunque vadano le cose non sbaglierò.
Almeno stavolta.
Almeno credo…




