
Mercoledì sera sono stata con mio fratello al concerto dei Maximo Park @ Magazzini Generali Milano.
Un concerto intimo, per i pochi fortunati che conoscono questa band dai suoni forti e dalle parole profonde.


Ho conosciuto i Maximo Park in una limpida serata inglese di qualche anno fa, sentendo alla radio una canzone che ho semplicemente adorato fin dal primo momento. Da subito è scattato in me il desiderio di riascoltare quella canzone così bella, di sentire di più di quella voce così potente e di quei suoni quasi scanzonati e irriverenti…
Un album, e poi un altro, e un altro ancora. E io non aspettavo altro che vederli esibirsi dal vivo, del tutto convinta che la loro esibizione sarebbe stata sublime, di un livello altissimo… E così è stato, non c’è stato durante il concerto un solo attimo in cui la loro bravura è venuta meno. In una parola: perfetti.



Ero lì proprio sotto il palco, appoggiata alla transenna, mentre Paul Smith con la sua immancabile camicia bianca e il cappello nero calato in testa cantava “Apply Some Pressure” con quella sua voce così particolare e si dondolava con quei suoi movimenti fluidi e scattanti, e tra una canzone e l’altra chiacchierava e scherzava con noi pochi amanti della loro musica, e intanto gli altri componenti del gruppo lo seguivano suonando con quella bravura che solo chi suona per diletto può avere…
Pensavo a quanto sia triste e ingiusto che gruppi così bravi passino quasi inosservati, mentre la radio ci riempie le orecchie di robaccia tutta uguale…
Però allo stesso tempo ero contenta, perché io ero lì, e li conoscevo e li apprezzavo ed ero grata di ciò che mi stavano dando con la loro musica..

Tornando a casa con mio fratello alla fine del concerto, pensavo anche che provo emozioni troppo forti; che non ho vie di mezzo, e mi lascio trasportare dal fiume in piena delle mie sensazioni e di ciò che provo.
Questo perché ero lì che guidavo la mia macchinina verso casa e quasi non capivo dove andare tanto ero scombussolata e positivamente sconvolta dalla serata.. Proprio come avevo immaginato e sperato, i MP erano riusciti a regalarmi una gioia immensa, una soddisfazione completa.
Smaltita l’euforia, di questo concerto mi restano comunque molte cose: le mie fotografie, una maglietta verde smeraldo, la loro musica. E un ricordo indelebile nella mia mente.
You know that I would love to see you next year
I hope that I am still alive next year
You magnify the way I think about myself
Before you came I rarely thought about myself
ï





hai detto bene, la radio ci riempie di robaccia e infatti io tendo a non ascoltarla più e cerco in rete quello che trovo interessante o particolare. A volte leggo qualche articolo su giornali o riviste, indago su web e faccio delle piacevoli scoperte. Quella della radio non è più musica ma intrattenimento e io non ne posso proprio più di sentirla ogni dove, nei negozi, nei bar, nelle trattorie…
Proprio così, ma fortunatamente ci vengono in soccorso le “radio” online. Così succede che non potrei più stare senza Last.fm, fonte inesauribile di conoscenza musicale grazie alla quale ho potuto apprezzare tutti quei gruppi dai suoni geniali che nuotano nell’immenso oceano musicale cercando di non affondare o farsi pungere dalle meduse.