
Adoro il cheesecake, è in assoluto il dolce che preferisco: se potessi ne mangerei in continuazione, a tonnellate senza mai stancarmene. Mi piace in qualsiasi variante: classico, con le fragole, i frutti di bosco, il limone, con il cioccolato e i biscotti speziati, cotto oppure fatto fresco come una mousse…
E’ il dolce che mi ricorda l’Inghilterra, perché è lì che l’ho assaggiato per la prima volta, dove non passa giorno in cui non ne mangi almeno una fettina..
Lo preparo ogni volta che ho bisogno di schiarirmi le idee, perché conosco la ricetta a memoria, ma anche perché trovo quasi terapeutico schiacciare i biscotti o rendere cremoso il formaggio…
Così l’ho cucinato stamattina, in una di quelle giornate in cui non vorresti avere un cervello pensante, perché ti svegli con i pensieri tutti ingarbugliati e né una lunga passeggiata in bicicletta né la colazione in un bar del centro sono riusciti a schiarirti le idee…

Cheesecake
[per uno stampo piccolo]
200 g di formaggio fresco tipo Philadelphia
2 cucchiai di panna fresca
60 g di zucchero
1 uovo
100 g di biscotti allo zenzero
40 g di burro
1 cucchiaino di sciroppo d’acero
1 cucchiaino di estratto di vaniglia
1 pizzico di cannella
sale
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Si schiacciano i biscotti e si mischiano con il burro un po’ morbido; si mette il composto nello stampo e si schiaccia bene. Si sbatte il formaggio con la panna, poi si aggiungono lo zucchero, il sale, l’uovo, lo sciroppo d’acero, la vaniglia e la cannella. Si versa la crema sopra i biscotti. Si mette in forno preriscaldato a 150° per circa una mezzora, poi una volta tolto dal forno, si passa la lama di un coltello tra la torta e lo stampo per far sì che si stacchi mentre raffredda.
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Pessima idea preparare il cheesecake stamattina: i miei pensieri erano tutti rivolti verso l’Inghilterra, e cucinarlo non mi ha aiutato a distrarmi.. Schiacciavo i biscotti sul fondo della padella con tutte le mie forze, come a voler schiacciare i ricordi, il senso di nostalgia e la voglia di partire, il senso di inquietudine e inadeguatezza legati all’attesa… ma anche così tutti schiacciati, i pensieri e le sensazioni si ingrandivano e formavano un’unica grande idea: ciò che voglio è là, ma l’Inghilterra per me dovrà ancora aspettare..
“Tu ce l’hai un cervello?” si informò lo Spaventapasseri.
“No, la mia testa è vuota” rispose il Boscaiolo di Latta. “Ma una volta avevo un cervello, e anche un cuore; così, avendoli provati entrambi, ritengo che sia meglio avere un cuore”.
[Il Mago di Oz]




