Un po’ omelette, un po’ frittata. Per niente italiana.

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Stamattina mi sono risvegliata nel mio letto pavese dopo aver trascorso una settimana in Inghilterra per lavoro. Ad accogliermi c’erano 2 pensieri, entrambi abbastanza insistenti. Il primo: questo sarà forse il posto dove abito, ma certo non quello dove vivo – mi sento completa solo lassù, e questo è un guaio. Il secondo: non mangio dalle 4 di ieri pomeriggio e ho talmente fame che il mio stomaco sta iniziando ad autodigerirsi – e il frigorifero è talmente vuoto che ci potrei cantare lo jodel, che è un altro bel guaio. Così mi trascino verso il primo bar per ordinare caffè e briosche, e intanto penso a cosa ho veramente voglia di mangiare una volta tornata in Italia. Un piatto di pasta? un risotto? un trancio di pizza? no, un frittata. E vi giuro che quando mi sono resa conto che il mio desiderio era realmente questo, ho capito di essere proprio una cittadina senza speranza. E quindi che omelette sia.

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Frittata soffice alle mele, timo e bacon
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2 mele gialle
4-5 fette di pancetta tesa, tagliate spesse (in stile bacon all’inglese)
1 cucchiaio di timo
2 cucchiai di miele
1 cucchiaio di olio d’oliva
3 uova
2 cucchiai di farina
2 cucchiai di latte
2 cucchiai di formaggio grattugiato
1 pizzico di sale
1 noce di burro
:: Si tagliano le mele a spicchi togliendo il torsolo (ma non la buccia) e con le fette di pancetta si ricavano dei pezzetti di 3-4 cm circa. Si fa scaldare l’olio in una padella antiaderente e si aggiungono le fettine di pancetta, poi le mele mischiate con il timo e il miele e mescola bene lasciando rosolare bene finché la pancetta è croccante e caramellata e gli spicchi di mela sono soffici ma non spappolati.
nel frattempo si dividono i tuorli d’uovo dagli albumi – questi ultimi vanno sbattuti a neve ferma inisieme ad un pizzico di sale, mentre i tuorli si mischiano con la farina, il latte e il formaggio grattuggiato. Quando questi ingredienti sono ben amalgamati, si aggiungono anche gli albumi a neve incorporandoli delicatamente.
Si fa sciogliere leggermente il burro e ci si unge una terrina da forno. Si versa la crema di uova e si dispongono poi in superficie le mele alternate alle fette di pancetta (ovviamente se la terrina è profonda, le mele tenderanno a sprofondare!). Si mette la frittata a cuocere in forno preriscaldato a 180° per circa un decina di minuti.

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Tortillas!

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Oggi ho voluto provare a cimentarmi in una ricetta di cui i blog di provenienza americana sono stracolmi, in una certa moda di riprodurre a casa i loro cibi da fast-food e take-away preferiti. Che è un po’ anche il pallino che ho io da sempre: mi piace una pietanza che esiste già pronta? Ma perché rendersi la vita facile quando con un piccolo sforzo la si può rendere anche molto più sana? Ovviamente non sano inteso come “che fa bene alla salute e alla forma fisica”, ma più un sano da “controllo come sono fatti i cibi che mangio”. Cosa che alla lunga regala davvero molte soddisfazioni.

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Tortilla chips
50g di farina di mais
50g di farina bianca
mezzo cucchiaino di peperoncino in polvere
1 pizzico di sale
80g di acqua
2 cucchiai di olio d’oliva
:: In una ciotola si mischiano le 2 farine con il sale e il peperoncino in polvere, Si portano ad ebollizione l’acqua e l’olio in un pentolino e si versano sulle farine, mischiando bene. Si lascia riposare per circa un quarto d’ora in modo che l’impasto si raffreddi, poi lo si trasferisce su un piano di lavoro leggermente infarinato e lo si stende col mattarello a pochissimi millimetri di spessore. Con un tagliapasta (o un coltello non seghettato) si tagliano dei traingoli di pasta e si mettono su una teglia coperta di carta da forno. Si mettono in forno preriscaldato a 180° per circa 10 minuti, finché i triangoli sono dorati e croccanti. Si tolgono poi dal forno e si lasciano raffreddare, poi si possono conservare per qualche giorno in un contenitore chiuso.

Io ho accompagnato le mie tortillas (oltre alla classica salsa guacamole) ad una zuppa di sedano simile a questa.

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Vasetti di caramello al burro salato

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Spoiler Alert: questo post finisce con un tasso di zuccheri elevatissimo – lo sconsiglio quindi vivamente a chi è attento alle calorie. Si perché racchiusi in questi vasettini c’è un concentrato di bontà dolcissima all’ennesima potenza. E si sa che le cose buone non viaggiano mai sole, o se lo fanno è solo per portare bontà un po’ qua un po’ là. Pensate ad esempio ad un vasetto di yogurt bianco, o ad una ciotolina di gelato alla crema, o ad una fetta di pane integrale spalmato di burro. Tutte cose buone, certo, ma adesso pensate ad una cucchiaiata generosa di una densa salsa al caramello che cade lentamente su ognuna di queste cose: bontà all’ennesima potenza. Insomma ci si tratta bene.

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Salsa di caramello al burro salato
200g di zucchero
1/4 di tazza di acqua
80g di burro
1 confezione di panna (meglio la normale panna da cucina perché è più densa)
2 cucchiai di sale Maldon o fleur de sel
:: In una pentola capiente di mescolano lo zucchero con l’acqua, poi si mette su fuoco medio e si fa il caramello: si lascia che i cristalli di zucchero si sciolgano e poi caramellino senza mischiare (altrimenti sono guai!) e facendo attenzione che il caramello non bruci (una volta che lo zucchero è diventato liquido, il passaggio da pallido a colorato e poi bruciato avviene in secondi per cui massima concentrazione).
Quando il caramello è pronto si abbassa del tutto la fiamma e iniziando a mischiare si aggiunge il burro tagliato a pezzetti – la crema inizierà a “friggere” ma è normale. Quando il burro è completamente sciolto si aggiunge la panna sempre continuando a mischiare e infine il sale (qui la quantità esatta va a piacere).
Si spegne il fuoco e si versa la crema in barattoli di vetro puliti, si lascia raffreddare e una volta chiuso il barattolo si può conservare in frigo per qualche settimana (ma vi sfido a farla durare più di qualche giorno).

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La crema di mele con caramello al burro salato la trovate qui.

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Entrambe le creme in queste foto sono state fatte usando ingredienti vegetali in sostituzione di quelli a base di latte (burro e panna) in modo da soddisfare un’intolleranza – il risultato è assolutamente all’altezza e oserei direi quasi indistinguibile.

Le persone che lasciano un segno

gary turner - route 66

Ci imbattiamo a volte in persone che hanno la capacità di lasciare un segno indelebile nella nostra vita, con i loro racconti, le loro emozioni, il loro cuore aperto verso di noi.
Due anni fa io e la mia amica Marianna abbiamo attraversato l’America da est a ovest percorrendo la storica Route 66, alla scoperta ingenua e spensierata di un paese che è molto più di quello che vediamo nei telefilm. L’America autentica è fatta di storie difficili, spesso dolorose, ma sempre piene di speranza e di totale altruismo. Attraversando il Missouri ci siamo imbattute nella Gay Parita Sinclair Station, una vecchia statione di servizio trasformata in una vera e propria collezione di cimeli e memorabilia della Route. E’ qui che abbiamo l’incontro più speciale di tutto il viaggio: Gary Turner, il proprietario, ci ha accolto come se ci fossimo conosciuti da sempre, facendosi sentire parte di qualcosa di forte, facendoci conoscere lo spirito della Route. Ci ha regalato una vecchia fotografia e ci ha detto che saremmo rimasti amici per sempre. Ed  è stato più o meno così davvero – oggi è davvero così facile essere in contatto sui social networks! – seguendo i ricordi e i racconti su facebook dei viaggiatori che come noi hanno avuto la fortuna di incontrare Gary.
La scorsa settimana un comunicato sulla pagina facebbok della Gay Parita Sinclair Station ha annunciato la morte di Gary, e il mio pensiero è andato a lui che ci salutava con la mano mentre riprendevamo il nostro viaggio che non sarebbe stato lo stesso senza di lui.
I messaggi su facebook si sono susseguiti a centinaia, e ognuno racconta i ricordi dei momenti passato con Gary con un affetto enorme. E in fondo, nella settimana di San Valentino, credo sia questo il vero significato dell’amore: lasciare che persone come Gary entrino nel nostro cuore e ne conservino un pezzettino per sempre.
Ciao Gary!

Zuppa di mele e sedano rapa

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Visto che fuori nevica, ho pensato che per rincuorarmi dall’ansia che immancabilmente la neve mi mette non poteva esserci niente di meglio di una bella scodella di zuppa, che è senza dubbio il mio comfort food per eccellenza. Quest’oggi ho riadattato una ricetta che tempo fa avevo letto sul sito di Jamie Oliver: l’ho resa più adatta a me, scartando ingredienti che non mi piacciono e cose che il mio frigo proprio non poteva offrirmi – spero che il buon Jamie non se ne abbia, visto che il risultato è comunque di tutto rispetto.

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Zuppa di mele e sedano rapa
[x 4 porzioni]
1 sedano rapa pulito e fatto a tocchetti
1 gambo di sedano a pezzetti
3 mele (meglio verdi o gialle) pelate e tagliate a spicchi
olio d’oliva
1 cucchiaino di timo secco
brodo vegetale
sale e pepe
:: In una pentola capiente si fa scaldare l’olio e si rosolano i due sedani e le mele per qualche minuto, si aggiunge il timo e si mischia bene in modo che si amalgami alle verdure. Si versa brodo sufficiente a coprire completamente le verdure e si lascia cuocere a fuoco medio per circa mezz’ora, finché il sedano rapa è tenero. Si toglie la pentola dal fuoco e si frulla la zuppa con un frullatore ad immersione, aggiustando di sale e pepe se necessario. Si condisce con un filo di olio e si serve.

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E voi avete un cibo che vi rincuora e vi conforta? Raccontate se vi va, sono curiosa di saperlo!

pancakes salati ai piselli

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Lo so, questa proprio è folle. Ok avere la fissa dei pancakes, ok sentirseli rifilare triti e ritriti in tutte le salse, ma che da dolcetti per la colazione si possano trasformare anche in veloci pranzetti salati con tanto di verdure.. la questione insomma si fa sempre più ossessiva, ma se voi provaste queste delisiose frittatine sono sicura che capireste.

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Pancakes salati ai piselli
1 tazza di latte
1 etto di farina
1 pizzico di sale
1 cucchiaino di lievito in polvere
1 uovo
1/2 tazza di olio di semi
1 tazza di piselli
:: Si mischiano tutti gli ingredienti (tranne i piselli per ora) in una ciotola sbattendo bene con una frusta. Si lascia riposare il composto per una decina di minuti, poi si aggiungono i piselli e si mischia. Si fa scaldare una padella antiaderente con un filo d’olio. Si mettono 2 cucchiai di crema nella padella e si fa cuocere ogni pancake su entrambi i lati per un paio di minuti (quando si iniziano a formare delle bolle sulla superficie, è ora di girare e terminare la cottura).

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Insalata calda di arance e cavolini di bruxelles

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Ah le verdure quanto mi piacciono! E pensare che fino circa a 15 anni le uniche che mai mangiavo erano patate e carote… Poi non so, ho avuto un’illuminazione sulla via per Damasco, anzi no, era sicuramente sulla via per l’Inghilterra ora che ci penso, e da lì non mi ha più fermato nessuno. Ne adoro i profumi, i sapori, i colori… tutto tutto insomma. E mi piace giocarci, mettere insieme abbinamenti strambi come questo tra cavolini di bruxelles e arance: verdura + frutta, dolciastro + acidulo, verde intenso + arancione vivace.

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Insalata calda di arance e cavolini di bruxelles
:: Si lavano i cavolini di bruxelles (1 paio di manciate) e si tagliano a metà. Si lavano 2 arance non trattate, si tagliano in 4 parti e poi a tocchetti spessi mezzo centimetro. Si mettono entrambi in una pirofila da forno e si mischiano con 2 cucchiai d’olio e un pizzico di sale. Si mette la pirofila in forno preriscaldato a 180° e si fanno cuocere le verdure per circa mezz’ora, finché sono tenere e leggermente arrostite. Si tolgono dal forno e si spolverano con un po’ di prezzemolo tritato.

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