Girelle alla cannella (aka tenere lontano dalla portata dei bambini)

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In questa giornata no in cui cerco di ridare carica ed energia al mio stomaco affaticato e alla mia mente incupita, non c’è proprio niente di meglio di qualcosa di buono su cui fantasticare (e solo quello però! con lo stomaco proprio non si scherza). E allora mi è subito venuta in mente questa teglia di girelle alla vaniglia che avevo preparato qualche settimana fa, con la pasta soffice e il ripieno cremoso e profumato…e appena appena alcolico (c’è di mezzo del burro al brandy… non so se mi spiego) Insomma, la scena è più o meno questa: immagino di mangiare una girella, le dita appiccicaticce del ripieno burroso e esce tra uno strato di pasta e l’altro… e in realtà sto mangiando una ciotola di purea di patate lesse, scondita e poco appetitosa. Così tra realtà e immaginazione, cerco di tirarmi su un po’ e curare corpo e mente in un colpo solo. Che dite, funzionerà?
Voi che fate quando siete giù di corda? Avete qualche rimedio efficace?

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Girelle alla cannella con burro al brandy
2 cucchiaini di lievito
120g di zucchero
125ml di latte
2 cucchiai di zucchero di canna
1 cucchiaino di estratto di vaniglia
1 uovo intero + 1 tuorlo
350g di farina
1 cucchiano di cannella in polvere
1 cucchiaino di sale
150g di burro
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110g di zucchero
70g di zucchero di canna
1 cucchiaio di cannella in polvere
1 cucchiaino di cardamomo in polvere
1 cucchiaino di zenzero in polvere
1 pizzico di sale
2 cucchiai di sciroppo d’acero
100g di burro al brandy fatto ammorbidire (io avevo acquistato questo in Uk, ma si può facilmente preparare mischiando burro e zucchero a velo in parti uguali insieme a qualche cucchiaino di brandy o cognac)
:: Si inizia facendo attivare il lievito: in una ciotola si mischia il lievito con 1/2 cucchiaio di zucchero e circa 70ml di acqua calda e si lascia riposare per una decina di minuti.
Quando il composto è schiumoso e denso, lo si aggiunge in una ciotola capiente insieme allo zucchero, al latte, zucchero di canna, la vaniglia, l’uovo intero e il tuorlo. Si mischiano bene tutti questi ingredienti, poi si aggiungono la farina, il sale e le spezie e si impasta per qualche minuti finché l’impasto non inizia ad assemblarsi. Si aggiunge il burro un pezzetto per volta e si continua ad impastare (a questo punto l’impasto sarà piuttosto appiccicoso) trasferendosi su una superficie ben infarinata e lavorando la pasta per qualche minuto.
Si trasferisce l’impasto in una ciotola leggermente unta, si copre con della pellicola trasparente e con uno strofinaccio e si lascia riposare in un ambiante tiepido per un paio d’ore – l’impasto dovrebbe raddoppiare di volume.

Nel frattempo si può preparare il ripieno, mischiando lo zucchero con lo zucchero di canna, le spezie e il sale e infine con lo sciroppo d’acero, per ottenere un composto granuloso e umido.
Quando la pasta ha riposato a sufficienza, si trasferisce di nuovo su un piano di lavoro infarinato e si impasta per ancora quanlche minuto aggiungendo se necessario una manciata di farina in modo da rendere l’impasto meno umido. Si copre di nuovo con telo e si lascia riposare per una decina di minuti, dopodiché si può stendere la pasta con un mattarello, cercando di ottenere un rettangolo.
Si fa sciogliere il burro al brandy e (tenendone da parte circa 1/4) si spennella la superficie del rettangolo di pasta. Si cosparge la superficie imburrata con il ripieno di zucchero e spezie, lasciando un paio di cm liberi su uno dei lati più lunghi. Si schiaccia bene il ripieno sulla superificie della pasta, poi si arrotola la pasta dal lato lungo, lasciando all’esterno il bordo senza ripieno. Con un coltello molto sottile, si affetta il rotolo in circa 8 dischi di 3-4 cm di spessore, questi vanno traferiti delicatamente in una teglia dai bordi alti ben imburrata, lasciando un po’ di spazio tra una girella e l’altra. Si copre la teglia con della pellicola e si lascia riposare per ancora un’ora, dopodiché si versa il burro al brandy lasciato da parte sopra le girelle e si mette acuocere in forno preriscaldato a 180° per circa 30 minuti.

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Un po’ omelette, un po’ frittata. Per niente italiana.

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Stamattina mi sono risvegliata nel mio letto pavese dopo aver trascorso una settimana in Inghilterra per lavoro. Ad accogliermi c’erano 2 pensieri, entrambi abbastanza insistenti. Il primo: questo sarà forse il posto dove abito, ma certo non quello dove vivo – mi sento completa solo lassù, e questo è un guaio. Il secondo: non mangio dalle 4 di ieri pomeriggio e ho talmente fame che il mio stomaco sta iniziando ad autodigerirsi – e il frigorifero è talmente vuoto che ci potrei cantare lo jodel, che è un altro bel guaio. Così mi trascino verso il primo bar per ordinare caffè e briosche, e intanto penso a cosa ho veramente voglia di mangiare una volta tornata in Italia. Un piatto di pasta? un risotto? un trancio di pizza? no, un frittata. E vi giuro che quando mi sono resa conto che il mio desiderio era realmente questo, ho capito di essere proprio una cittadina senza speranza. E quindi che omelette sia.

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Frittata soffice alle mele, timo e bacon
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2 mele gialle
4-5 fette di pancetta tesa, tagliate spesse (in stile bacon all’inglese)
1 cucchiaio di timo
2 cucchiai di miele
1 cucchiaio di olio d’oliva
3 uova
2 cucchiai di farina
2 cucchiai di latte
2 cucchiai di formaggio grattugiato
1 pizzico di sale
1 noce di burro
:: Si tagliano le mele a spicchi togliendo il torsolo (ma non la buccia) e con le fette di pancetta si ricavano dei pezzetti di 3-4 cm circa. Si fa scaldare l’olio in una padella antiaderente e si aggiungono le fettine di pancetta, poi le mele mischiate con il timo e il miele e mescola bene lasciando rosolare bene finché la pancetta è croccante e caramellata e gli spicchi di mela sono soffici ma non spappolati.
nel frattempo si dividono i tuorli d’uovo dagli albumi – questi ultimi vanno sbattuti a neve ferma inisieme ad un pizzico di sale, mentre i tuorli si mischiano con la farina, il latte e il formaggio grattuggiato. Quando questi ingredienti sono ben amalgamati, si aggiungono anche gli albumi a neve incorporandoli delicatamente.
Si fa sciogliere leggermente il burro e ci si unge una terrina da forno. Si versa la crema di uova e si dispongono poi in superficie le mele alternate alle fette di pancetta (ovviamente se la terrina è profonda, le mele tenderanno a sprofondare!). Si mette la frittata a cuocere in forno preriscaldato a 180° per circa un decina di minuti.

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Tortillas!

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Oggi ho voluto provare a cimentarmi in una ricetta di cui i blog di provenienza americana sono stracolmi, in una certa moda di riprodurre a casa i loro cibi da fast-food e take-away preferiti. Che è un po’ anche il pallino che ho io da sempre: mi piace una pietanza che esiste già pronta? Ma perché rendersi la vita facile quando con un piccolo sforzo la si può rendere anche molto più sana? Ovviamente non sano inteso come “che fa bene alla salute e alla forma fisica”, ma più un sano da “controllo come sono fatti i cibi che mangio”. Cosa che alla lunga regala davvero molte soddisfazioni.

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Tortilla chips
50g di farina di mais
50g di farina bianca
mezzo cucchiaino di peperoncino in polvere
1 pizzico di sale
80g di acqua
2 cucchiai di olio d’oliva
:: In una ciotola si mischiano le 2 farine con il sale e il peperoncino in polvere, Si portano ad ebollizione l’acqua e l’olio in un pentolino e si versano sulle farine, mischiando bene. Si lascia riposare per circa un quarto d’ora in modo che l’impasto si raffreddi, poi lo si trasferisce su un piano di lavoro leggermente infarinato e lo si stende col mattarello a pochissimi millimetri di spessore. Con un tagliapasta (o un coltello non seghettato) si tagliano dei traingoli di pasta e si mettono su una teglia coperta di carta da forno. Si mettono in forno preriscaldato a 180° per circa 10 minuti, finché i triangoli sono dorati e croccanti. Si tolgono poi dal forno e si lasciano raffreddare, poi si possono conservare per qualche giorno in un contenitore chiuso.

Io ho accompagnato le mie tortillas (oltre alla classica salsa guacamole) ad una zuppa di sedano simile a questa.

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Vasetti di caramello al burro salato

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Spoiler Alert: questo post finisce con un tasso di zuccheri elevatissimo – lo sconsiglio quindi vivamente a chi è attento alle calorie. Si perché racchiusi in questi vasettini c’è un concentrato di bontà dolcissima all’ennesima potenza. E si sa che le cose buone non viaggiano mai sole, o se lo fanno è solo per portare bontà un po’ qua un po’ là. Pensate ad esempio ad un vasetto di yogurt bianco, o ad una ciotolina di gelato alla crema, o ad una fetta di pane integrale spalmato di burro. Tutte cose buone, certo, ma adesso pensate ad una cucchiaiata generosa di una densa salsa al caramello che cade lentamente su ognuna di queste cose: bontà all’ennesima potenza. Insomma ci si tratta bene.

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Salsa di caramello al burro salato
200g di zucchero
1/4 di tazza di acqua
80g di burro
1 confezione di panna (meglio la normale panna da cucina perché è più densa)
2 cucchiai di sale Maldon o fleur de sel
:: In una pentola capiente di mescolano lo zucchero con l’acqua, poi si mette su fuoco medio e si fa il caramello: si lascia che i cristalli di zucchero si sciolgano e poi caramellino senza mischiare (altrimenti sono guai!) e facendo attenzione che il caramello non bruci (una volta che lo zucchero è diventato liquido, il passaggio da pallido a colorato e poi bruciato avviene in secondi per cui massima concentrazione).
Quando il caramello è pronto si abbassa del tutto la fiamma e iniziando a mischiare si aggiunge il burro tagliato a pezzetti – la crema inizierà a “friggere” ma è normale. Quando il burro è completamente sciolto si aggiunge la panna sempre continuando a mischiare e infine il sale (qui la quantità esatta va a piacere).
Si spegne il fuoco e si versa la crema in barattoli di vetro puliti, si lascia raffreddare e una volta chiuso il barattolo si può conservare in frigo per qualche settimana (ma vi sfido a farla durare più di qualche giorno).

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La crema di mele con caramello al burro salato la trovate qui.

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Entrambe le creme in queste foto sono state fatte usando ingredienti vegetali in sostituzione di quelli a base di latte (burro e panna) in modo da soddisfare un’intolleranza – il risultato è assolutamente all’altezza e oserei direi quasi indistinguibile.

Le persone che lasciano un segno

gary turner - route 66

Ci imbattiamo a volte in persone che hanno la capacità di lasciare un segno indelebile nella nostra vita, con i loro racconti, le loro emozioni, il loro cuore aperto verso di noi.
Due anni fa io e la mia amica Marianna abbiamo attraversato l’America da est a ovest percorrendo la storica Route 66, alla scoperta ingenua e spensierata di un paese che è molto più di quello che vediamo nei telefilm. L’America autentica è fatta di storie difficili, spesso dolorose, ma sempre piene di speranza e di totale altruismo. Attraversando il Missouri ci siamo imbattute nella Gay Parita Sinclair Station, una vecchia statione di servizio trasformata in una vera e propria collezione di cimeli e memorabilia della Route. E’ qui che abbiamo l’incontro più speciale di tutto il viaggio: Gary Turner, il proprietario, ci ha accolto come se ci fossimo conosciuti da sempre, facendosi sentire parte di qualcosa di forte, facendoci conoscere lo spirito della Route. Ci ha regalato una vecchia fotografia e ci ha detto che saremmo rimasti amici per sempre. Ed  è stato più o meno così davvero – oggi è davvero così facile essere in contatto sui social networks! – seguendo i ricordi e i racconti su facebook dei viaggiatori che come noi hanno avuto la fortuna di incontrare Gary.
La scorsa settimana un comunicato sulla pagina facebbok della Gay Parita Sinclair Station ha annunciato la morte di Gary, e il mio pensiero è andato a lui che ci salutava con la mano mentre riprendevamo il nostro viaggio che non sarebbe stato lo stesso senza di lui.
I messaggi su facebook si sono susseguiti a centinaia, e ognuno racconta i ricordi dei momenti passato con Gary con un affetto enorme. E in fondo, nella settimana di San Valentino, credo sia questo il vero significato dell’amore: lasciare che persone come Gary entrino nel nostro cuore e ne conservino un pezzettino per sempre.
Ciao Gary!

Zuppa di mele e sedano rapa

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Visto che fuori nevica, ho pensato che per rincuorarmi dall’ansia che immancabilmente la neve mi mette non poteva esserci niente di meglio di una bella scodella di zuppa, che è senza dubbio il mio comfort food per eccellenza. Quest’oggi ho riadattato una ricetta che tempo fa avevo letto sul sito di Jamie Oliver: l’ho resa più adatta a me, scartando ingredienti che non mi piacciono e cose che il mio frigo proprio non poteva offrirmi – spero che il buon Jamie non se ne abbia, visto che il risultato è comunque di tutto rispetto.

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Zuppa di mele e sedano rapa
[x 4 porzioni]
1 sedano rapa pulito e fatto a tocchetti
1 gambo di sedano a pezzetti
3 mele (meglio verdi o gialle) pelate e tagliate a spicchi
olio d’oliva
1 cucchiaino di timo secco
brodo vegetale
sale e pepe
:: In una pentola capiente si fa scaldare l’olio e si rosolano i due sedani e le mele per qualche minuto, si aggiunge il timo e si mischia bene in modo che si amalgami alle verdure. Si versa brodo sufficiente a coprire completamente le verdure e si lascia cuocere a fuoco medio per circa mezz’ora, finché il sedano rapa è tenero. Si toglie la pentola dal fuoco e si frulla la zuppa con un frullatore ad immersione, aggiustando di sale e pepe se necessario. Si condisce con un filo di olio e si serve.

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E voi avete un cibo che vi rincuora e vi conforta? Raccontate se vi va, sono curiosa di saperlo!

pancakes salati ai piselli

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Lo so, questa proprio è folle. Ok avere la fissa dei pancakes, ok sentirseli rifilare triti e ritriti in tutte le salse, ma che da dolcetti per la colazione si possano trasformare anche in veloci pranzetti salati con tanto di verdure.. la questione insomma si fa sempre più ossessiva, ma se voi provaste queste delisiose frittatine sono sicura che capireste.

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Pancakes salati ai piselli
1 tazza di latte
1 etto di farina
1 pizzico di sale
1 cucchiaino di lievito in polvere
1 uovo
1/2 tazza di olio di semi
1 tazza di piselli
:: Si mischiano tutti gli ingredienti (tranne i piselli per ora) in una ciotola sbattendo bene con una frusta. Si lascia riposare il composto per una decina di minuti, poi si aggiungono i piselli e si mischia. Si fa scaldare una padella antiaderente con un filo d’olio. Si mettono 2 cucchiai di crema nella padella e si fa cuocere ogni pancake su entrambi i lati per un paio di minuti (quando si iniziano a formare delle bolle sulla superficie, è ora di girare e terminare la cottura).

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